Terapia Familiare: trattamento sinergico per problemi psicologici e risoluzione dei conflitti

La terapia familiare consiste in un trattamento psicoterapeutico in cui viene coinvolta tutta la famiglia che insieme collabora per la soluzione di un problema che può riguardare l’intero sistema familiare, come accade in situazioni di conflitto o di difficoltà di comunicazione e di relazione, oppure un solo componente della famiglia, per esempio un figlio: bambino o adolescente, ma potrebbe anche riguardare un genitore anziano che presenta difficoltà di tipo psicologico, cognitivo o emotivo.

L’obiettivo della psicoterapia familiare è avere l’occasione di confrontarsi su uno specifico problema con l’aiuto di uno terapeuta familiare che favorisce il confronto permettendo alle difficoltà di emergere e di essere affrontate e fornendo strumenti per gestire le relazioni e la comunicazione.

L’intervento di terapia familiare si struttura con incontri, generalmente bimensili, in cui è presente tutta la famiglia. Nei primi incontri si raccolgono informazioni sulla storia personale e familiare, cercando di ritrovare le radici del problema con lo scopo di poterne comprendere le origini e le implicazioni e strutturare un piano di intervento specifico per quella famiglia e per quel problema.

Nella psicoterapia familiare si crea un contesto in cui tutti i membri della famiglia avranno l’occasione di parlare e confrontarsi. Ascoltare in modo guidato e strutturato le risposte che vengono fornite alle domande del terapeuta permette a ciascun di comprendere nel dettaglio cosa sta accadendo nella famiglia, di valutare nuovi elementi che emergono e, spesso, di considerare nuovi punti di vista ed opinioni, avendo l’occasione di confrontarsi anche su argomenti che fino ad allora non erano stati affrontati. Ciò apre la strada ad una maggiore comprensione delle dinamiche familiari sottostanti, favorendo, oltre al confronto, anche la possibilità di attivare un cambiamento.

Una volta individuato il problema si struttura un intervento che potrà proseguire con tutta la famiglia, se il contributo di tutti i componenti sarà funzionale alla risoluzione del problema, oppure la famiglia potrà essere suddivisa in sottosistemi, quali: i genitori; un genitore ed un figlio, i soli figli ma anche genitori e nonni, se ci sono tematiche specifiche da affrontare, che riguardano le famiglie d’origine.

La psicoterapia familiare può essere considerata il trattamento di elezione quando ci sono problemi: relazionali, comportamentali e di comunicazione tra i componenti della famiglia.

Spesso tali difficoltà nascono da conflitti irrisolti, tensioni accumulate nel tempo, difficoltà che attraversano le generazioni. In questi casi accade di non riuscire a comunicare e capirsi, nonostante lo sforzo reciproco di trovare una forma di dialogo e di soluzione del problema.

La terapia familiare, riaprendo il dialogo, riesce ad entrare nel conflitto irrisolto e ne evidenzia i nodi critici che rendono difficile e talvolta impossibile la comunicazione reciproca, a causa di questioni non risolte o mai affrontate, ma anche traumi del presente e del passato che la famiglia si trova ad affrontare.

Aprire un confronto utilizzando la terapia familiare permette di affrontare i traumi ed insieme le conseguenze a breve o lungo termine scaturite, che possono aver condizionato le relazioni interne alla famiglia. Nello stesso tempo insegna ai componenti strumenti utili per agevolare la comunicazione ed affrontare i conflitti, evitando di entrare o di rimanere in situazioni di stallo.

Un ambito di intervento molto diffuso della psicoterapia familiare è quando la famiglia si trova ad affrontare una difficoltà emotiva, relazionale o comportamentale che colpisce un figlio.

Un trattamento sicuramente indicato nel caso in cui un figlio ha difficoltà, quali:

Dobbiamo considerare che un figlio che mostra un disagio ci sta dicendo che c’è qualcosa che non va in quel momento nella sua vita.

I genitori, lavorando insieme con il terapeuta, vengono facilitati nella comprensione del problema e l’intervento psicoterapeutico risulta più efficace.

All’origine della difficoltà si possono scoprire problematiche familiari; come irrigidimenti educativi, oppure delle eccessive flessibilità che possono avere contribuito o creato dei problemi psicologici. Con la psicoterapia familiare si interviene sulle relazioni per modificare i nodi critici.

Può anche accadere che il figlio stia affrontando delle difficoltà la cui origine risiede nel contesto esterno alla famiglia: scolastico, sportivo, sociale che genera dei comportamenti sintomatici.

In questi casi i genitori sono un valido e talvolta necessario supporto per aiutare il figlio ad affrontare il problema.

La collaborazione dei genitori è spesso preziosa ed, inoltre accorcia i tempi della psicoterapia proprio perché loro stessi, con le giuste e condivise indicazioni, potranno collaborare per affrontare il problema e sciogliere i nodi critici che potrebbero anche riguardare la famiglia stessa.

In ogni caso la terapia familiare aiuta ad individuare qual è la difficoltà e mobilita la famiglia a cercare e trovare insieme con il figlio delle strategie utili ad aiutarlo, anche modificando delle problematiche nelle relazioni familiari che possono essere all’origine del problema come spesso si verifica con i figli adolescenti che, talvolta, con la loro conflittualità possono fare emergere delle dinamiche familiari su cui può essere utile lavorare. 

Molte difficoltà anche familiari quando i figli sono ancora in età evolutiva: durante l’infanzia e l’adolescenza, sono più semplici da risolvere ed, intervenendo con la famiglia sulle relazioni familiari, possono portare ad una rivoluzione del rapporto familiare e ad una modalità serena di andare avanti.

Se la famiglia chiede un aiuto psicologico per un problema che riguarda un figlio in età prescolare o scolare, dopo avere valutato il problema con i genitori, si potrà lavorare con tutta la famiglia oppure separatamente con il bambino ed i genitori, a seconda del tipo di problema.

Inizialmente si faranno dei colloqui con i genitori per raccogliere la storia della famiglia e delle problematiche del bambino, successivamente, se utile, una valutazione psicodiagnostica con il bambino, poi procedere con l’intervento psicoterapeutico.

Le sedute potranno proseguire con il solo bambino; con il bambino ed un genitore oppure con tutta la famiglia, se si tratta di risolvere delle problematiche che coinvolgono il sistema familiare.

La struttura degli incontri sarà piuttosto flessibile e funzionale alla risoluzione del problema, dando spazio alla possibilità di comunicazione tra genitori e bambino, per affrontare le difficoltà e permettere ai genitori di essere una risorsa utile per il bambino, insegnando loro strumenti per affrontare le difficoltà che si presentano.

Qualora la famiglia, o un genitore chiedano aiuto per delle difficoltà che riguardano un figlio adolescente, il primo colloquio sarà con tutta la famiglia oppure con i soli genitori, soprattutto quando il figlio non abbia ancora raggiunto la maggiore età.

Successivamente ci sarà una valutazione psicodiagnostica del giovane alla quale seguiranno, degli incontri individuali con l’adolescente e saltuariamente con i genitori.

L’obiettivo è di lavorare sulle difficoltà che il giovane porta in terapia, permettendo al ragazzo di avere uno spazio personale, coerentemente con la sua fase evolutiva e, contemporaneamente, fornire ai genitori indicazioni utili su come aiutare il figlio a risolvere il problema.

Qualora invece il problema del figlio risulti legato a delle difficoltà familiari, gli incontri saranno con tutta la famiglia proprio per aiutare tutti a risolvere il problema e permettere di instaurare una comunicazione efficace.

I conflitti e le difficoltà intergenerazionali possono riguardare due, ma anche tre o più generazioni di una stessa famiglia, coinvolgendo anche nonni e talvolta interi rami familiari dell’uno o dell’altro coniuge.

Differenze negli stili di vita, nei valori o nel modo di affrontare le situazioni possono portare a profonde incomprensioni ed a conflitti, più o meno aperti, anche la coppia genitoriale.

In questi casi verranno affrontati i nodi critici con le rispettive famiglie d’origine e, se utile, verranno convocati i componenti delle famiglie d’origine per un confronto e per riaprire un dialogo.

In qualità di terapeuta familiare mi piace definire la Terapia Familiare: Terapia con la Famiglia piuttosto che Terapia della Famiglia, proprio per sottolineare il lavoro che richiede l’impegno e la collaborazione di tutti e non un modo per porre l’accento su delle disfunzioni che la famiglia può avere sviluppato.

Dobbiamo considerarlo come uno strumento in cui tutta la famiglia si mobilita per aiutare la persona che in quel momento sta portando un disagio oppure per risolvere dei conflitti interni.

Si tratta spesso di un momento evolutivo in cui insieme si collabora per affrontare delle difficoltà o dei nodi critici e sicuramente per poter migliorare le relazioni nel lungo tempo ed a vantaggio di tutti.

 

 

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